La guerra ambientale mondiale è già cominciata – Fabio Mini (Limes)

Tratto da Quel che resta della Terra, classici di Limes, 02/2012. In realtà l’articolo è stato pubblicato per la prima volta nel n. 6/2007.

utah

utah (Photo credit: micheleluconi)

Leggendo l’articolo di Fabio Mini si rimane esterrefatti e annichiliti dalle capacità umane in ambito distruttivo. L’autore inizia descrivendo le cause del buco nell’ozono determinato da CFC (cloro-floro carburi) e altri componenti chimici negli anni ’80 e ’90, per poi passare all’aumento di CO2 in atmosfera negli ultimi due secoli e all’uso criminale di diossina in Vietnam da parte degli Stati Uniti: oltre a sganciare sulle foreste vietnamiti erbicidi e altri agenti chimici pericolosissimi per la salute umana  (ancora oggi in quel Paese molti bambini nascono malformati e le percentuali dei malati di tumore sono molto alte) . La lista prosegue fino agli esperimenti atomici americani e poi russi (anni ’50 e ’60) non solo sotto gli oceani -all’interno della terra e in atmosfera- ma,  fatto ancora più grave, nella ionosfera e nelle fasce di Van Allen (tra i 60 e 450 km circa di altitudine). Ciò ha alterato e danneggiato la ionosfera  permettendo il passaggio delle dannose particelle cosmiche. Oggi la ionosfera non viene più bombardata con testate nucleari, eppure gli esperimenti militari statunitensi continuano con il progetto Haarp – finanziato dal Pentagono – con trasmissione di onde ad alta frequenza nella fascia elettromagnetica terrestre.

 

Ma il pezzo forte dell’articolo è un altro. Leggendo si scopre che gli Stati Uniti avevano già negli anni Quaranta finanziato progetti tecnologici per la guerra ambientale. Tipo: provocare terremoti e maremoti grazie a esplosioni nucleari e modificare il clima e il tempo meteorologico con l’uso delle emissioni elettromagnetiche. Mini scrive:

 

[…] Il sistema per provocare terremoti e tsunami non è una novità per la ricerca militare. Fin dagli anni Quaranta un professore australiano, Thomas Leech, preside della focaltà di ingegneria all’Università di Auckland in Nuova Zelanda e assegnato per la guerra all’esercito neozelandese, condusse esperimenti per conto degli americani e degli inglesi cercando di provocare onde anomale in corrispondenza di particolari bersagli nel Pacifico. Gli esperimenti rimasero segreti e non si elevarono oltre il livello di mini-onde di marea nella zona di Whangaparaoa, a nord di Auckland, nel periodo 1944-45. Il loro principio si basava sulla detonazione di cariche esplosive sottomarine in serie,ma la “bomba tsunami” di Leech non fu mai operativa e la guerra terminò prima che il progetto fosse completato […] E’ però certo che gli americani la proseguirono senza di lui (Leech non accettò di proseguire gli esperimenti) dando vita ad un nuovo campo di applicazione della guerra e ad una nuova metodologia dello studio dei terremoti e delle esplorazioni geologiche utilizzando le onde sismiche […] Le grandi compagnie petrolifere e minerarie stanno scandagliando il fondo marino e le esplorazioni si avvalgono anche di test sismici provocati da esplosioni controllate. Da tempo molte compagnie americane premono per essere autorizzate ad impiegare mini-testate nucleari e ordigni a penetrazione (bunker busters) e non è detto che non ci siano già riuscite.

 

[…] E’ perciò abbastanza comprensibile che ogni volta che c’è un terremoto lungo una faglia tettonica l’attenzione si sposti sulle compagnie petrolifere che stanno effettuando ricerche e trivellazioni lungo la stessa faglia anche a distanza di migliaia di chilometri. E’ accaduto per il terremoto di Kobe, per quello di Santo Stefano nel 2003 a Bam in Iran e per lo tsunami indonesiano dello stesso identico giorno dell’anno successivo. Ugualmente comprensibile ma molto più difficile da determinare è l’eventualità che i cataclismi siano stati innescati da esplosioni mirate condotte da militari.

 

Quando Mini scriveva questo articolo non erano ancora avvenuti due devastanti terremoti in Italia: quello dell’Aquila e quello dell’Emilia.

 

L’articolo prosegue su altri temi più o meno preoccupanti (ad esempio: gli Stati Uniti pensano che la defunta URSS sia riuscita a superare la velocità della luce e a modificare il clima del nord America per colpire l’economia Usa). Certo che sapere queste cose non ci lascia dormire sonni tranquilli. Il fatto che queste notizie escano su un bimestrale di geopolitica così importante non possono essere liquidate come fantasie di qualche paranoico, ma vanno attentamente valutate e fatte circolare.

 

Anche l’Italia ha subito due spaventosi terremoti in appena 3 anni:  in quello che ha colpito l’Emilia  lascia perplessi il fatto che questa non sia una zona sismica, poiché non accadeva un fenomeno simile da più di 5 secoli. Guarda caso i due terremoti sono coincisi con l’attacco speculativo e finanziario contro il nostro Paese. Che ci sia qualcosa dietro? Non lo so. A questo punto nulla può essere escluso, nemmeno l’impensabile.

A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca… come diceva Giulio Andreotti.

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