La pornografia ci sta bruciando il cervello?

Pornografia ovunque, dilagante sui quotidiani nazionali online (quelli che leggo io), da Repubblica al Corriere della Sera, in cui addirittura sponsorizzano riviste pornografiche e siti internet dove una donna può acquistare un uomo per un incontro (nel logo del sito si può vedere una donna con il carrello della spesa con all’interno un uomo) nella civile e laica Francia; per non parlare delle radio e soprattutto di internet (dove un sito su tre è pornografico). Mi sorge il dubbio che se ne parli così tanto perché se ne fa poco o nulla.

Credo comunque che sia grave che la pornografia venga pubblicizzata in testate nazionali online come sopra riportato. Significa ignorare totalmente la pericolosità della pornografica in ambito psichiatrico e psicologico. Oggi abbiamo migliaia di persone malate di dipendenza pornografica, persone che stanno ore davanti al computer a visualizzare video porno. Persone che non riescono più a stabilire contatti normali con l’altro genere, pensando che siano basati esclusivamente sul sesso. Uomini che non riescono a soddisfare le proprie mogli e fidanzate perché la pornografia crea illusioni irrealizzabili ed effimere, completamente avulse dalla realtà delle persone che ne usufruiscono. Si creano degli stereotipi fisici illusori, provocando negli uomini frustrazione e mancanza di desiderio verso la compagna. Questi problemi possono portare instabilità nel rapporto di coppia fino al divorzio. Il porno crea dipendenza, esattamente come la droga. Per non parlare delle perversioni sessuali in forte crescita negli ultimi anni (cioè da quando la maggioranza delle persone usufruiscono di internet). Mi chiedo: un ragazzino che guarda video porno a 13 anni, quando avrà 20-25 anni di cosa avrà bisogno per eccitarsi? Forse è un motivo per cui riscontriamo pedofili di 18-20 anni? Anche tra le donne sta prendendo sempre più piede: sembra che un utente su tre sia donna. Non è che ci sia un rapporto tra la pornografia e il turismo sessuale femminile verso mete esotiche, tipo Capo Verde, Giamaica e Cuba? Poveracci, prima li abbiamo sfruttati come schiavi di forza lavoro, oggi come oggetti sessuali.

La pornografia non è mai elegante, come vorrebbe farci credere una scrittrice radical chic. La pornografia è l’animale che c’è in noi, niente altro. Nel contempo mi fa sorridere che le stesse donne scese in piazza nelle manifestazioni di Se non ora quando contro Berlusconi e l’uso del corpo femminile (c’ero anch’io alla manifestazione di Milano, ma non vi parteciperò mai più perché ho sentito solo continui rimbrotti femministi senza un minimo di autocritica), siano le massime assertrici di siti online francesi di incontri in cui l’uomo viene raffigurato e acquistato come mera merce. Se il genere fosse invertito quelle stesse donne strillerebbero come galline. Questo rende bene l’idea di come le femministe siano ipocrite verso certi temi: finché lo fanno le donne non c’è problema, riguarda l’emancipazione femminile, se lo fanno gli uomini, sono dei porci malati di mente. Bah!

Io, invece, credo che sia uno scandalo rappresentare una persona come una merce, donna o uomo che sia. E’ una vergogna quello che succede in Olanda, con le donne esposte in vetrina nella zona rossa di Amsterdam, come è una vergogna rappresentare l’uomo nel carrello della spesa nei siti di incontri in Francia (gestito da uomini). Entrambe le cose sono sbagliate. Queste cose non dovrebbero esistere e una cosiddetta società civile dovrebbe proibirle per legge. E’ la massima espressione dell’economia capitalista dove tutto e tutti si riducono a merce consumabile e vendibile al miglior offerente. Tutto ciò viene tollerato nel nome della libertà, ma questa non è libertà bensì semplice e volgare consumismo.

Comunque, è un sintomo grave dell’incomunicabilità raggiunta oggi tra l’uomo e la donna, in cui ognuno fa vita a sé. Ecco quindi il dilagare di fenomeni per nulla costruttivi come la pornografia, in cui le persone sono semplicemente spazzatura da tritare e umiliare, da consumare e gettare, come qualsiasi altra merce. Probabilmente i prodromi possono essere ricercati nella mentalità capitalista e nei dogmi laici di libertà assoluta delle persone, che purtroppo spesso e volentieri non sono rispettose della dignità altrui. Vince sempre il più forte, anche in ambito sessuale. Poi ci permettiamo di criticare Berlusconi, ma sulla on page di Repubblica sponsorizzano siti porno e siti per incontri, laddove la dignità umana viene calpestata e mercificata dal più forte. Esattamente le critiche rivolte a Berlusconi. Un comportamento da irresponsabili. Chi guida Repubblica?! Mi sovviene un detto evangelico: perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave…

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Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
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