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Musica

Inno Cherubico – Irina Denisova

Ringrazio ancora una volta David Napolitano per questa meravigliosa scoperta della musica sacra russa.

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Società Storia

Ritorno ad Auschwitz – Primo Levi

Primo Levi (1919-1987) ritorna ad Auschwitz nel 1982, dopo quasi 40 anni. Il documentario è stato fatto dalla Rai. L’intervistatore è Daniele Toaff. Per non dimenticare l’Olocausto e tutte le vittime di quell’orrenda carneficina.

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Poesia

Aleksandr Sergeevič Puškin – У лукоморья (Lukomorya)

Bellissimo video in russo dedicato a Puškin. Purtroppo non conosco il russo, ma la poesia e la bellezza del video mi hanno folgorato. La poesia si chiama Lukomorya e appartiene al poema di Ruslan e Ljudmila, racconto di una terra leggendaria. Per queste ultime informazioni ringrazio David Napolitano, autore di Racconti russi.

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Ambiente Animali Politica Società Storia

La guerra dei conigli – Giorgio Celli (tratto da Oasis)

Giorgio Celli, conosciuto e apprezzato da me fin da bambino grazie a programmi come Geo&Geo, è scomparso nel 2011, lasciando un grande vuoto tra gli amanti degli animali e della natura in generale. E’ stato un grande etologo, scrittore e professore. E’ anche grazie a lui che mi sono avvicinato a tematiche naturalistiche e ambientali. La guerra dei conigli è stato il suo ultimo articolo scritto, appare sul numero 200 di Oasis.

Giorgio Celli
Giorgio Celli (Photo credit: associazione orlando)

La storia narrata è di quelle che fanno riflettere su quanto l’uomo sia pericoloso quando mette mano sull’ambiente, stravolgendolo. Tutto nasce nel 1859, quando un proprietario di una tenuta australiano, molto ricco, fece arrivare dall’Inghilterra 24 conigli. Il signore della tenuta si divertì molto a cacciare i conigli, visto che riuscì a ucciderne ventimila in sei anni. Il proprietario, purtroppo, non sapeva che un coniglio può riprodursi fino a 10 volte l’anno partorendo fino a sei piccoli per volta. Una coppia di conigli può generare, in solo tre anni, fino a 13 milioni di discendenti. I conigli cominciarono a riprodursi a dismisura devastando ampie zone di territorio. Non sapendo più controllare la situazione iniziarono a importare le volpi, dato che i conigli non avevano predatori naturali. Le volpi, lungi dal cibarsi di conigli, finirono per predare i marsupiali, mettendo a rischio di estinzione molte specie endemiche. Come i gatti prima di loro, si riprodussero a dismisura predando anche molte specie di volatili. La diminuzione progressiva degli uccelli fece aumentare gli insetti dannosi per gli alberi e gli eucalipti. Come pensarono gli australiani di salvare le foreste di eucalipti? Giustamente sparando ai koala, responsabili, secondo loro, della progressiva scomparsa dei boschi. Si ravvidero in tempo prima di sterminarli tutti.

Come proseguì, invece, la battaglia contro i conigli? Si pensò a delle esche avvelenate con stricnina. Ne ridusse la popolazione ma non servì a risolvere il problema. Allora cominciarono a elettrificare centinaia di chilometri di terreno per fermare l’avanzata degli animali. Ma non servì a niente: la popolazione di conigli continuò a salire in maniera esponenziale. Alla fine, stanchi e delusi, pensarono di attuare una specie di guerra batteriologica per fermare l’invasione. Negli anni ’50 procedettero a inoculare nei conigli il virus dello mixoma. Il virus provocava la malattia della mixomatosi. Dopo qualche anno il virus fece vedere i suoi primi effetti. Molti conigli furono sterminati, ma con il passare degli anni il virus si fece meno virulento e la mortalità dei conigli diminuì.

Qui si ferma l’articolo, che Giorgio Celli, in realtà, avrebbe voluto continuare, ma purtroppo la morte lo colse.

Quando l’uomo non è attento e rispettoso verso l’ambiente può provocare dei danni spaventosi, come questo articolo attesta. Non solo danni ecologici e ambientali, ma anche economici. Ancora oggi l’Australia lotta per debellare, o per lo meno per controllare, l’invasione dei conigli, ma la guerra è impari. Probabilmente non ce la faranno mai.

Giorgio Celli, Oasis 4/2012. N° 200

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Libri Politica Società

Poveri padri – Carlotta Zavattiero

Fino all’ultimo non sapevo se scrivere questa breve recensione. In parte il libro mi ha deluso. Sì, si parla di padri umiliati e vessati dalla giustizia, da sempre quest’ultima schiacciata su posizioni femministe ormai superate da tempo, ma l’autrice spesso è ambigua perché intervista anche avvocati favorevoli alle posizioni esclusive delle madri e professoresse femministe che davvero centrano poco con l’argomento del libro. Anche alcune interviste fatte a uomini divorziati lasciano a desiderare. Insomma: un colpo al cerchio e uno alla botte… Fatta questa premessa, l’opera comunque dà parecchi spunti di riflessione sulla condizione di molti padri divorziati, soprattutto grazie ai numeri.

Leggendo il libro si scopre: l’80% delle separazione è richiesta da donne (è facile comprenderne il motivo); nel 74% dei casi, nelle convivenze, la donna minaccia di togliere i figli agli uomini, percentuale che sale fino all’89% dopo la separazione; il 37% dei padri separati cadono al livello di povertà; un uomo su tre viene accusato di abusi e molestie sessuali sui figli, che si rivelano false per il 99,6 dei casi e il restante 0,4 finiscono con assoluzioni (fatto incredibile: queste donne non vengono mai punite per le gravi accuse rivolte ai padri); dal 1996 al 2003 102 suicidi su 110 sono stati commessi da uomini a seguito di separazioni; il 25% degli ospiti alle mense dei poveri sono separati e divorziati, l’80% di essi sono costretti a mantenere l’ex moglie e figli, ecc. Non mancano casi incredibili. Nel 2004, un padre di Roma è costretto dal giudice a versare 500 euro al figlio e 500 euro alla madre nonostante lui guadagnasse solo 890 euro al mese, oltre a perdere la casa a favore di lei. In questo caso la moglie lavorava. E’ chiaro che siamo alla follia.

Esistono altri casi in cui il padre ben sapendo che la madre usa violenza sul figlio, non può fare niente per avere l’affidamento a causa dell’incuria dei giudici, come nel caso della donna inglese che picchiava il figlio di 3 anni e mezzo.

Il libro scandaglia le leggi sul divorzio di alcuni Stati europei. In Germania, per esempio, solo in alcune circostanze il coniuge ha diritto al mantenimento. Chi divorzia deve auto sostenersi, uomo o donna che sia. Nel caso in cui uno dei due coniugi non dovesse riuscire a sostenersi non può essere buttato fuori di casa. Nella tanto decantata Svezia un matrimonio su due finisce in un divorzio e il 70% dei padri non riescono più a vedere i propri figli.

Si potrebbe cambiare la situazione visto che la legge sull’affidamento condiviso esiste dal 2006. I giudici dovrebbero essere penalmente perseguibili(è una riforma che deve essere condivisa da tutti partiti, così com’è nel resto d’Europa), almeno si eviterebbero casi come quello del padre di Roma, rovinato da una sentenza. Quanti ce ne sono come lui? Perché non tornare a punire chi abbandona il tetto coniugale? Siamo sicuri che quella non fosse una legge tutelante? Io credo che lo fosse. Chi tradisce e mette fine al matrimonio deve pagarne un prezzo, perché ha maggiori responsabilità: sia verso l’altro coniuge a cui ha arrecato un danno morale che, nel caso ci fossero, verso i figli, costretti a vivere tutta una trafila dolorosa dovuta alla separazione (che dura tre anni), e il conseguente divorzio. Poi, sia chiaro, ci possono essere tutte le attenuanti del caso, però ogni persona deve assumersi le proprie responsabilità. Non è possibile mettere sullo stesso piano sia il traditore che il tradito. E’ come mettere sullo stesso piano l’assassino e la vittima. Che razza di giustizia sarebbe?

Carlotta Zavattiero, Poveri padri, Ponte alle Grazie (2012)

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Arte

Edgar Degas

Bellissima recensione di Martin Schwander con voce di Giorgio Zanchini dell’Opera tarda di Edgar Degas (1834-1917), uno dei creatori dell’impressionismo.

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Arte Curiosità varie

I trucchi della mente – Stephen L. Mackniz, Susana Martinez-Conde

Scienziati e illusionisti a confronto

I maghi, molto prima degli scienziati, per non farci intuire i loro giochi di prestigio, hanno capito come manipolare il nostro cervello. Le scoperte fatte dagli illusionisti professionisti sono state riprese e studiate da neurologi e specialisti del cervello. In questo caso, due neuroscienziati -tra l’altro marito e moglie- si cimentano nello studio di  vari trucchi dei maghi per capire i meccanismi che intervengono nel nostro cervello ogni qual volta qualcuno cerchi di manipolarci. Questo avviene nelle pubblicità, nelle relazioni umane, negli affari e in qualsiasi altro ambito umano. I maghi, con grande disinvoltura, riescono a realizzare  giochi di prestigio sotto i nostri occhi, senza che ci rendiamo minimamente conto di quello che sta avvenendo. Ci riescono distraendo la nostra attenzione con i movimenti delle mani, degli occhi, del corpo e con il tono della voce. Ma anche con i giochi di luce e di suoni. Nel libro vengono svelati molti trucchi, alcuni più o meno segreti, e l’impatto che essi hanno sulle le nostre percezioni; siano esse uditive, sensoriali, tattili o visive.

Gli illusionisti si cimentano anche in tecniche che sfruttano la percezione dei contrasti, chiamate: Black Art. Esiste da più di un secolo, e si basa sulle informazioni che arrivano al cervello dai diversi neuroni atti a rispondere a determinati stimoli visivi. Quello che noi vediamo viene costruito dal cervello. Ciò che questo non riesce a elaborare viene aggiunto. I maghi usano l’illusione della profondità, attraverso i neuroni rivelatori di contorni e bordi, per farci credere che riescano a piegare i cucchiai.

Il libro ripercorre brevemente la storia dei grandi illusionisti del recente passato, tra i quali Houdini e il suo predecessore dal quale prese il nome, Robert-Houdin.

Molto bello, suggerito a chi fosse interessato ai meccanismi del cervello legato alla maestria illusionista dei maghi.

S.L. Macknik – S. Martinez-Conde, I trucchi della mente, Codice Edizioni

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Libri

Da qui all’infinito. Una riflessione sul futuro della scienza – Martin Rees

Martin Rees è un astrofisico inglese di fama mondiale e questo è il suo primo libro che ho avuto

English: Taken at the Museo Nazionale della Sc...
English: Taken at the Museo Nazionale della Scienza e Tecnica (National Museum of Science and Technology) in Milan, Italy. (Photo credit: Wikipedia)

l’onore di leggere. Scritto molto bene, si lascia leggere con facilità e non è assolutamente pesante, nonostante gli argomenti trattati. Il libro ha un taglio scientifico divulgativo, ma in realtà tratta anche di università, politica e questione ambientale. Comunque, è sempre un piacere scoprire che gli scienziati anglosassoni riescono a divulgare con semplicità e rigore argomenti che per i più (incluso me) sarebbero altrimenti molto ostici da capire e comprendere. Non capisco perché in Italia non si riescano a trovare dei buoni divulgatori scientifici, a parte qualche eccezione. (Forse è per questo che la scienza è abbastanza bistrattata nel nostro Paese?).

La prima parte del libro è dedicata alla questione ambientale incombente e alle possibili soluzioni politiche per evitare l’imminente disastro ecologico. Oggi la CO2 presente in atmosfera ha raggiunto le 400 Ppm (parti per milione), la percentuale più alta degli ultimi 500 mila anni e purtroppo continua inesorabilmente a salire a causa del consumo di combustibili fossili. La nostra era – appunto perché l’uomo è la causa principale, se non unica, dei cambiamenti climatici e ambientali – è stata definita da alcuni scienziati Antropocene. L’autore dedica alcune pagine ai ricordi personali di studente all’Università di Cambridge e di come si sia avvicinato all’astronomia grazie a scienziati straordinari conosciuti da studente. E’ piuttosto critico verso la fusione fredda e i suoi due scopritori, Stanley Pons e Martin Fleischmann. Secondo lui i due scopritori della fusione fredda non hanno in realtà dimostrato alcunché di apprezzabile negli esperimenti. Non esistono prove straordinarie. Eppure in Italia abbiamo avuto Emilio Del Giudice e Giuliano Preparata che asserivano il contrario (e oggi asserisce Del Giudice dopo la scomparsa di Preparata nel 2000). Rees apprezza il lavoro degli scienziati divulgatori, così come dei giornalisti scientifici, perché solo in questo modo possono avvicinare le persone alla scienza e i ragazzi a intraprendere studi scientifici superiori. L’autore è un convinto assertore dell’ingegneria genetica. I problemi di fronte a noi sono insormontabili, rivela lo scienziato, tra un po’ raggiungeremo i 9 miliardi di abitanti in una Terra sempre meno ospitale a causa dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici; quindi verdura e frutta modificata potranno permetterci di sostentare l’intera umanità futura. Nel contempo ci mette in guardia dagli scienziati con deliri di onnipotenza che potrebbero provocare importanti problemi se non controllati, lo stesso vale per i gruppi ecologisti e animalisti estremi. Ipotizza che prima del 2100 ci potrebbe essere una probabilità su due di una grande catastrofe generale (molti scienziati la pensano come lui, se non peggio, dato che considerano Rees un ottimista).

La seconda parte del libro indaga la nostra attuale conoscenza dell’Universo e le prospettive di conoscenza nei prossimi decenni. Partendo dall’assunto che il nostro Sole è una delle centinaia di miliardi di stelle nella nostra galassia, che a sua volta è una dei miliardi di galassie visibili con i nostri telescopi, resta ancora moltissimo da scoprire. L’Universo si estende per oltre dieci miliardi di anni luce, e contiene miliardi di galassie, ognuna con miliardi di stelle e di pianeti, e chissà forse anche di biosfere? Il primo a teorizzare l’esistenza di tante stelle e di migliaia di pianeti fu il filosofo italiano Giordano Bruno, bruciato al rogo nel 1600, . Eppure sono dovuti passare quasi 4 secoli per confermare questa teoria. Anche Newton riuscì a calcolare che un proiettile per uscire dalla gravità terrestre dovesse raggiungere una velocità di ventinovemila chilometri orari. Anche questo è stato confermato solo dopo il primo lancio sovietico nello spazio: grazie allo Sputnik, nel 1957.  La scienza è lenta e il futuro potrebbe rivelarci delle grosse sorprese – prosegue l’astronomo – come ad esempio computer con intelligenza umana, superconduttori elettrici vicino allo zero assoluto in modo da non disperdere inutilmente elettroni; scoprire nuove forme di vita nell’Universo, grazie all’enorme quantità d’acqua presente in esso (sulla Terra la vita esiste ovunque ci sia acqua, ma non necessariamente ossigeno), che potrebbero darci informazioni e tecnologie avanzate, o una fisica e una matematica diverse dalle nostre, eccetera.

Concludo con la polemica citata da Rees con Richard Dawkins. Essendo l’astronomo inglese un fautore del dialogo con le religioni, è stato accusato da Dawkins di essersi trasformato in un collaborazionista… Ecco a cosa porta il dogmatismo criticato negli altri.

Martin Rees, Da qui all’infinito. Una riflessione sul futuro della scienza, Codice Edizioni – ebook (2012)

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Libri Società

Satanismo e criminalità – Vincenzo De Lisio

Nonostante l’ebook sia pieno di errori grammaticali e di conversione dal cartaceo, il contenuto è molto interessante. L’autore racconta brevemente la nascita del satanismo moderno in Occidente e la diretta relazione che esiste con la criminalità e la violenza.
Aleister Crowley, il grande mago esoterico, è considerato il fondatore del satanismo moderno. Inglese, vissuto tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento vedeva nel satanismo la liberazione dell’uomo da qualsiasi etica e morale cristiana o comunque riconducibile ad essa, nonostante non credesse né in Dio né in Satana. Bisessuale, faceva uso di droghe e praticava orge nelle messe da lui condotte nel gruppo chiamato l’Abbazia di Thélema . Visse parecchi anni in Italia, nella città di Cefalù, prima di esserne espulso negli anni ’20. La sua immagine compare nella copertina di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club dei  Beatles.
Negli Usa abbiamo lo sviluppo maggiore del satanismo con vari gruppi: suddivisi in razionalisti, occultisti, edonisti e acidi. Per esempio, la Chiesa di Satana fondata da Anton La Vey nel 1966, appartiene al gruppo dei satanisti razionalisti in cui credono fermamente, come Cromwell prima di loro, che Satana è puramente un mezzo per liberarsi dai vari lacci morali ed etici della società. Si definiscono atei e in realtà adorano l’uomo, libero di fare quello che vuole.
Dopo avere scandagliato i molti gruppi satanisti con le loro peculiarità sia in Europa (soprattutto in Italia) che negli Usa, l’autore esamina i molti delitti e crimini connessi con l’occultismo satanico. La pedofilia, le orge rituali, la profanazione di tombe e atti di necrofilia, i sacrifici di animali e talvolta anche sacrifici umani o di bambini fanno parte della ritualità di alcuni gruppi di satanisti occultisti. Coloro credono fermamente nell’esistenza di Satana come essere spirituale.
Anche nel caso del mostro di Firenze – che fece 16 vittime tra il 1968 e il 1984 – ci sono stati molti punti in comune con omicidi di stampo satanico, soprattutto per via delle amputazioni degli organi sessuali che venivano effettuate sulle vittime femminili. Probabilmente, questa è stata l’ipotesi, gli organi espiantati venivano usati da un gruppo satanico della zona di Firenze durante le messe nere o culti esoterici. Sicuramente persone benestanti e altolocate. Si è creduto che un certo dottore Narducci, trovato morto nel 1985 all’interno di un lago (in un primo momento si pensò al suicidio, ma l’autoposia condotta anni dopo rivelò che il dottore fu strangolato e successivamente gettato nel lago),  fosse il mandante degli omicidi. Ancora oggi, ahimè, non si è arrivata a una verità piena.
Non si tralascia il caso di Nadia Roccia, la ragazza pugliese uccisa dalle due amiche per un gioco satanico con connotati lesbici; o il caso della suora uccisa in provincia di Sondrio da tre ragazzine invasate con Satana e materiale esoterico; e neppure del caso dei cannibali satanisti in Russia, in cui un gruppo di ragazzi hanno ucciso quattro amici e ne hanno poi mangiato parti del corpo; fino ad arrivare forse al caso più eclatante degli ultimi anni: le Bestie di Satana. Il caso, scoperto nel 2004 dopo l’omicidio di Mariangela Pezzotta, ha portato alla luce tutta una serie di omicidi  – e di suicidi indotti – commessi da ragazzi ossessionati da Satana, tra il 1998 e il 2004. Gli assassini, tutti giovani sotto i 30 anni, hanno ucciso in preda all’alcol e alla droga non solo la povera Mariangela Pezzotta, ma anche Fabio Tollis e Chiara Marino oltre a indurre al suicidio parecchi componenti che gravitarono attorno al gruppo.
Insomma, il satanismo è implicato in molti atti di violenza contro bambini, donne, uomini, animali e cose. Si cita il grande sociologo e storico Massimo Introvigne, che studia da anni il fenomeno delle sette sataniche ed esoteriche presenti in Italia.
        ˜                                                ˜                                            ˜
Vincenzo De Lisio, Satanismo e criminalità, Booksprint – ebook (2012)
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Economia Politica

Discorso di Thomas Sankara contro il debito (29 luglio 1987)

Due mesi dopo questo discorso Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso, è stato ucciso. D’altronde lui stesso aveva profetizzato la sua fine, se fosse stato lasciato da solo a combattere contro il debito inflitto alle nazioni africane dagli interessi occidentali. Più o meno è quello che sta succedendo oggi in Italia e in Europa meridionale. Dopo avere massacrato continenti interi, oggi gli squali della finanza stanno colpendo al cuore il centro del vecchio sfruttamento. Chissà, forse tutto torna.