Lo sciopero della fame come arma contro la società

L’ennesima castroneria di Pannella, e accoliti radicali, va trasformandosi in evento mediatico: con Napolitano, e adesso anche Veronesi (purtroppo non nuovo a prese di posizioni discutibili) – dietro il carro del nulla. E’ possibile cercare di scavalcare la legge con uno sciopero della fame? E se domani cominciassimo tutti a fare lo stesso, per qualcosa in cui crediamo, cosa succederebbe? E’ legittimo? Vogliamo un’altra amnistia per tutti i reati? Un partito insignificante deve dettare l’agenda a uno Stato intero?

Questo è un puro atto di violenza che un uomo compie contro la società in cui vive, cercando di modificare gli eventi con un patetico sciopero della fame; per accattivarsi le simpatie altrui e di conseguenza modificarne le direttive in preda al sentimentalismo. Pannella è da una vita che ci ha abituati a questi atti ridicoli e privi di sostanza alcuna, perché senza di essi lui e i radicali non conterebbero nulla, sulla scena politica nazionale.

Se qualcuno cominciasse un identico sciopero, per tenere –  giustamente – i detenuti condannati in carcere, cosa accadrebbe?

Napolitano, in quanto Presidente della Repubblica, dovrebbe essere il primo a schierarsi contro comportamenti simili, infantili e diseducativi verso le nuove generazioni. I problemi non dovrebbero mai essere affrontati sotto la spinta sentimentale – soprattutto quelli legati alla giustizia – perché così spalanchiamo le porte al far west. Un’altra persona potrebbe sentirsi in diritto di farsi giustizia da sé, visto che lo Stato non adempie al suo dovere di fare rispettare le leggi, e quindi di tutelare i cittadini vittime di soprusi.

Questo è un campo minato, cari signori, e chi cavalca l’onda è peggio dell’onda stessa. Abbiamo già ridotto la giustizia in farsa, cosa vogliamo ancora? Ladri, stupratori e violenti per le nostre strade? Io no, grazie. So bene che la condizione delle nostre carceri è pessima, come so bene che esistono soprusi e violenze ingiustificate verso alcuni carcerati, ma non risolviamo il problema con un’amnistia, perché il problema carcerario si sposterebbe all’esterno, fatto ancora più grave, colpendo ognuno di noi.

Lo Stato si impegni a rendere le carceri più umane e utili, in modo da recuperare le persone che hanno sbagliato, ma non deve adottare la strada più semplice e priva di responsabilità.

Il Diritto e la Legge sono più importanti della volontà (deleteria) di un singolo.

Informazioni su emilianorizzo

Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
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2 risposte a Lo sciopero della fame come arma contro la società

  1. Luca Maggio ha detto:

    faresti più bella figura a tacere, e se propio sei costretto a parlare fallo in modo sensato

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