Bismarck – Jean-Paul Bled

Un gigante della politica europea e mondiale del secolo XIX. Una figura imponente non solo fisicamente, ma soprattutto politicamente. Artefice dell’unità della nazione germanica, cancelliere del re prussiano – e successivamente imperatore tedesco -, Guglielmo I.

Nato nel 1815 nella marca del Brandeburgo, figlio di un’antica famiglia di junker prussiani, diventa ambasciatore del regno prussiano a Francoforte, Parigi e San Pietroburgo. Nel 1862 diventa cancelliere sotto il re Guglielmo I, carica che ricopre fino al 1890 quando Guglielmo II accetterà le sue dimissioni.

Dal libro dello storico francese, Otto von Bismark risulta una figura complessa e difficile da incasellare in un determinato spazio, sia politico che culturale. Ha seguito esclusivamente gli interessi, prussiani prima e tedeschi dopo, senza preoccuparsi minimamente di oscillare tra il conservatorismo, ambiente da cui proveniva e appoggiava, al liberalismo e infine al progressismo. L’ha fatto esclusivamente per limitare il potere dei nemici al di fuori dei confini nazionali: Francia, Russia e Austria-Ungheria, e degli oppositori interni, come i cattolici e i socialisti.

Con tre guerre fulminee – contro la Danimarca nel 1864 (ove conquista i land Holstein e Schleswig); contro l’impero austriaco nel 1866, in cui l’Austria viene definitivamente esclusa dalla politica dei vari stati tedeschi dopo quattro secoli di dominio politico asburgico; e –last but not least- la guerra contro la Francia di Napoleone III – viene sancita la nascita dell’Impero tedesco nella reggia di Versailles il 18 gennaio 1871. In questa occasione la Germania  annette la Lorena e l’Alsazia: il Secondo Reich è sorto.

L’ascesa potente e precoce della Prussia, a capo dell’unità tedesca, stravolge tutti gli equilibri europei. La Germania unificata in pochissimi anni diventa una potenza economica e industriale, tanto da essere al congedo del vecchio cancelliere, la prima potenza economica del mondo. Le spinte interne alla trasformazione della società, diventata velocemente industriale, ha dei risvolti politici importanti: come l’affermazione del partito socialista. Bismarck, anti socialista e anti cattolico, cerca in tutti i modi di limitare l’influenza di queste due importanti componenti della società tedesca. Contro i cattolici parte la Kulturkampf (lotta per la cultura) in cui si dichiara guerra al Zentrum, il partito di riferimento dei cattolici. Nonostante svariate misure imposte contro questi gruppi, le misure adottate non fanno altro che rafforzare e unire i cattolici tedeschi, forti di appartenere al 36% della popolazione.

La questione sociale viene presa di petto da Bismarck, esclusivamente in chiave anti socialista. Costruisce il primo stato sociale del mondo. Il governo tedesco approva misure in favore degli operai: pensioni, misure antinfortunistiche, vacanze retribuite ecc. Come nel caso dei cattolici anche i socialisti – in Germania in una versione socialdemocratica più morbida, soprattutto grazie alle misure di Bismarck – diventano nel corso degli anni sempre più forti e influenti politicamente. Insomma, un doppio insuccesso per Bismark, ma con risvolti positivi per le misure adottate a protezione dei lavoratori.

In chiave diplomatica, la maggiore preoccupazione della politica tedesca è isolare la Francia. In questa direzione avvengono le alleanze con l’Austria-Ungheria e la Russia nel 1873, con l’alleanza dei tre imperatori; e nel 1882 con la Triplice Alleanza sempre con l’Austria-Ungheria e con il Regno d’Italia, quest’ultima risentita con la Francia per l’occupazione della Tunisia dell’anno prima (essendo la Tunisia un obiettivo italiano).

Nel 1888 muore Guglielmo I e gli succede il figlio Federico III, acerrimo nemico di Bismarck. Federico III, malato gravemente di cancro alla gola, regna per nemmeno cento giorni. Morto Federico III sale al trono il giovane figlio Guglielmo II. La rottura con Bismarck è totale e insanabile. Nel 1890 Guglielmo II esautora Bismarck accettando le sue dimissioni. Per lo junker è un duro colpo, non aspettandosi la revoca a cancelliere.

Dopo 28 anni di dominio assoluto della scena politica tedesca ma anche europea, Bismarck si ritira nei suoi grandi possedimenti terrieri a Friedrichsrush. Qui ritorna a svolgere il ruolo del proprietario terriero, come i suoi antenati. Per l’ottantesimo compleanno dello junker migliaia di persone vanno in pellegrinaggio alla sua residenza per rendergli onore. Anche Guglielmo II – nonostante fosse in aperto contrasto con l’ex cancelliere per via delle scelte in politica interna ed estera, non si esime dal fargli visita. Ovunque Bismarck vada viene accolto da folle immense con manifestazioni di giubilo ed entusiasmo . Dopo la sua morte, avvenuta nel 1898 all’età di 83 anni, vengono pubblicati i suoi Pensieri e Ricordi, in due volumi.

Jean-Paul Bled, Bismarck, Salerno Editrice (2012)

Informazioni su emilianorizzo

Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
Questa voce è stata pubblicata in Politica, Storia e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...