Etty Hillesum – Diario (1941-1943)

Sto leggendo il Diario di Etty Hillesum, una ragazza olandese di origini ebraiche morta ad Auschwitz il 30 novembre 1943. Ieri ricorreva l’anniversario della sua morte. Con lei sono morti tutti i componenti della sua famiglia: padre, madre, e i due fratelli, Mischa e Jaap. Aveva solo 29 anni.

Il Diario non sembra essere stato scritto in piena Seconda guerra mondiale e sotto occupazione nazista; non tanto per la mancanza di riferimenti, che ci sono, ma per l’assenza di odio nei loro confronti. Riferimenti filosofici e letterari, soprattutto di autori russi (dato che studiava il russo), abbondano. Non mancano riflessioni sulla vita in generale e sui rapporti instaurati da lei con le persone con cui entrava in contatto: amici, amanti e conoscenti ma scrive anche di amore, tristezza e gioia. Il suo sogno era diventare una scrittrice.

Un estratto dal suo Diario:

Se un uomo delle SS dovesse prendermi a calci fino alla morte, io alzerei ancora gli occhi per guardarlo in viso, e mi chiederei, con un’espressione di sbalordimento misto a paura, e per puro interesse per l’umanità: Mio Dio, ragazzo, che cosa mai ti è capitato nella vita di tanto terribile da spingerti a simili azioni? Quando qualcuno mi rivolge parole di odio – e questo, in ogni caso, non succede spesso – non provo mai la tentazione di rispondere con l’odio, ma sprofondo improvvisamente nell’altro, in una sorta di disorientamento doloroso e al contempo interrogativo, e mi chiedo perché l’altro sia così, dimenticando me stessa. Per questo spesso sembro inerme e timida, ma non penso proprio di esserlo: so maledettamente bene come misurare le parole dell’altro e di volta in volta me ne faccio un’idea, ma in genere non ritengo molto importante farmi valere immediatamente.

Etty Hillesum, Diario 1941-1943 – Edizione integrale, Adelphi (2012)

Informazioni su emilianorizzo

Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
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