Sergio Leone. Danzando con la morte – Christopher Frayling

Sul set di C’era una volta il West

Credo che sia la biografia più completa e dettagliata su Sergio Leone, almeno in Italia. In realtà il libro non è solo la biografia di Sergio Leone, ma ripercorre ottanta anni di storia del cinema italiano. Infatti, si scopre, tra le altre numerosissime cose,  che l’Italia nel 1913 era il secondo produttore di film al mondo e che l’anno dopo esportavamo film muti di successo, in America: Cabiria, Quo Vadis? e La caduta di Troia.

Sergio Leone nasce a Roma nel 1929 da padre regista-attore (in arte Roberto Roberti) e dall’attrice Edvige Valcarenghi (in arte Bice Walerian). Dopo il liceo classico si dedica anima e corpo al cinema. Lavora come assistente con Alessandro Blasetti, Mario Camerini, Luigi Comencini, Aldo Fabrizi e Orson Welles. Nel 1959 partecipa alle riprese a Cinecittà (fondata nel 1937) del film Ben Hur, di William Wyler. Diventa regista con il film mitologico Il colosso di Rodi, 1961. Grazie all’incontro con Luciano Vincenzoni, grandissimo sceneggiatore, ed Ennio Morricone, insuperabile compositore, nascono capolavori entrati nella storia del cinema: Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, C’era una volta il West, Il buono, il brutto, il cattivo, C’era una volta in America ecc., tutti girati tra la Spagna e gli Stati Uniti. Leone innova alcuni aspetti, come l’uso dei primi piani, in una serie di ritratti studio di volti e degli occhi. La partecipazione di memorabili attori come Gian Maria Volonté, Charles Bronson, Clint Eastwood, Claudia Cardinale, Lee Van Cleef, Klaus Kinski e tanti altri, aiutano al successo planetario dei film di Sergio Leone.

Il libro è pieno di aneddoti divertenti e alcune volte tristi, sulla realizzazione dei film di Leone e dei rapporti non sempre idilliaci con gli attori. Dal libro risulta una figura di Sergio Leone complessa e sfaccettata: era un uomo di grande generosità verso alcuni, ma era anche cinico e indifferente verso i più. Politicamente si era sempre dichiarato anarchico e antifascista.

Il suo grande desiderio, a cui aveva lavorato per più di due anni, era quello di dirigere il film L’assedio di Leningrado (aveva ottenuto l’appoggio dell’allora presidente dell’Urss, Michail Gorbaciov). Avrebbe voluto descrivere l’epopea della resistenza della città contro l’assedio nazista – durato tre anni, dal 1941 al 1944 – che fece più di un milione di morti. Ma purtroppo la morte lo colse all’improvviso. Si sarebbe dovuto operare al cuore una settimana dopo negli Usa. Era il 1989, aveva solo 60 anni.

Christopher Frayling, Sergio Leone. Danzando con la morte, Il Castoro (2002)

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Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
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