Il dottor Semmelweis – Louis-Ferdinand Céline

Nella sua tesi di laurea, del 1924, Céline scrive la storia di un medico ungherese  dell’Ottocento, che combatteva contro l’infezione puerperale. Sembra incredibile oggi, ma allora gli stessi medici si occupavano sia della sezione dei cadaveri che della nascita dei bambini. Passavano direttamente dal dissezionare un cadavere, senza nemmeno lavarsi le mani, a una puerpera partoriente. In questo modo nella civile e avanzata città di Vienna – capitale di un impero multietnico – morivano migliaia di donne in procinto di partorire in ospedale. La malattia si chiamava infezione puerperale.

Ignazio Filippo Semmelweis dopo avere studiato tra Budapest e Vienna si laurea in questa ultima città come medico di ostetricia nel 1846. Va a lavorare nella clinica di Klin, una delle più tristemente note – per l’alta mortalità delle puerpere – di tutta Vienna. Nel 1846 il 30% circa delle puerpere muore a causa del morbo. Quasi subito Semmelweis si rende conto che il lavaggio delle mani dopo avere toccato un cadavere è essenziale per ridurre la mortalità delle puerpere. Fa installare dei lavandini nella camera delle autopsie. Klin, il direttore della sua clinica, l’osteggia e lo licenzia per insubordinazione. Il medico lascia Vienna per Venezia. Dopo un paio di anni circa torna a Vienna. Questa volta viene assunto nell’altra clinica della città, dove la mortalità delle donne è molto più bassa, diretta da Barth.

Semmelweis introduce nella sua nuova clinica il lavaggio delle mani con una soluzione di cloruro di calce. La mortalità nella clinica passa dal 27% (quando operano gli studenti di medicina che fanno autopsie, altrimenti la percentuale si attesta al 9% quando ci sono le levatrici donne) al 12%. La percentuale di mortalità, nel corso dei mesi, si abbassa fino a toccare l’0.23%. Siamo nel 1848. Per quanto possa sembrare incredibile, Klin indice un’assemblea contro Semmelweis e il suo nuovo metodo. Viene infine cacciato da Vienna. Torna a Budapest e cerca di sbarcare il lunario facendo il medico. Anche qui trova opposizioni e gelosie. Piano piano cade vittima dell’oscuro demone della depressione e della dissolutezza. Nel giugno del 1865 viene rinchiuso in manicomio e due mesi dopo muore, a quarantasette anni di età.

L’opera di Semmelweis verrà riconosciuta solo molti anni più tardi. Intanto le donne continuarono a morire per l’ignoranza, l’ottusaggine e la malafede di parte dei medici di Vienna e dell’intera Europa. In quel momento, solo alcuni medici riuscirono a riconoscere l’importanza dell’antisepsi e a proseguire il lavoro del medico ungherese.

Louis-Ferdinand Céline, Il dottor Semmelweis, Adelphi (1952)

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