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Curiosità varie Viaggi

Berlino, 1995

Ci andai con un amico e vi restammo pochi giorni. Il muro era caduto solo da sei anni e le differenze tra le due parti della città erano ancora evidenti. Berlino Ovest mi ricordava tanto la città di Milano, ricca, moderna, frenetica, piena di vita e aspettative. Ma contemporaneamente quasi priva di identità. Berlino Est, invece, fu una vera scoperta. Povera, sì, ma monumentale, malinconica, ferita dalla guerra e da anni di abbandono. I monumenti in stile rococò e barocco feriti da granate e colpi di artiglieria. Squarci e crepe si aprivano sulle colonne in stile dorico di alcuni monumenti. Persone schive camminavano in marciapiedi consunti tra palazzi decadenti, qui e là si aprivano cantieri per rimodellare la Berlino che fu grande; la Berlino di Federico II e di Guglielmo I e II, per riottenere una capitale degna di questo nome, cancellando qualsiasi vestigia della DDR.

Chi vide mai un parco cittadino così grande? Scendemmo dal treno nella stazione di Berlin Zoo, vecchia stazione di Berlino proprio di fronte al famoso zoo di Berlino. Di fronte a noi si stagliava a perdita d’occhio una sfilza infinita di alberi. Il Tiergarten, o tradotto malamente, il giardino delle bestie. La percorremmo fino alla statua di Bismarck e poi oltre fino a raggiungere la bellissima statua di bronzo (ma sembra oro) sopra un piedistallo: la Colonna della Vittoria.

Camminammo per Berlino Est a zonzo, senza meta e vedemmo e scoprimmo molti luoghi appartati e struggenti. Ma anche punti noti e meravigliosi. Il ponte sulla Sprea, con un suonatore di violino che eseguiva arie malinconiche in quel cielo plumbeo e assonnato. Il Reichstag, solenne e imperioso, ricordo della Germania imperiale di Bismark e di Guglielmo I, in cui non sovvenne più il ricordo del muro, già allora quasi completamente abbattuto. Il mercatino dietro il Parlamento in cui si vendeva di tutto: dalle foto di Hitler al Reichstag, ai berretti dell’Armata Rossa, dalle divise dei militari della DDR a tanti altri oggetti più o meno curiosi e interessanti. E che dire di tutti quei piccoli pub e locali dislocati in giro per la zona Est, ma anche Ovest, però di altro tipo?

L’imponente sinagoga della zona Est fu un altro evento che ci stupì per la sua bellezza e vicinanza a una zona enorme di palazzi occupati, in cui andammo molte sere a vedere spettacoli o solo per bere birra. Chissà se esiste ancora quella zona.

Ce ne andammo a malincuore e ancora oggi il suo dolce e tragico ricordo è vivo in me. L’Interrail doveva proseguire, ma non scordai mai la sensazione di palpare con mano la tragica, grande Storia recente d’Europa che sentii solo in quella città; come non scordai la bellezza rilassante e barocca di Berlino Est unita alla vivace e dinamica Berlino Ovest.

Questa è la Berlino che ricordo io.

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Arte Curiosità varie Libri Politica Società Storia

Igort – Quaderni ucraini. Memorie dai tempi dell’URSS

Si può raccontare la storia tramite i fumetti? Leggendo questo reportage, assolutamente sì. Storia intesa come storia delle persone, del vissuto personale che rientra in un tutto assoluto. In queste pagine, corredate da disegni evocativi ed essenziali, traspare l’unicum dell’orrore dell’epoca staliniana: il freddo proposito di affamare il popolo ucraino per fiaccarne lo spirito e la resistenza, il massacro indiscriminato dei contadini ricchi (i cosidetti Kulaki); le purghe, le collettivizzazioni forzate, gli arresti e le esecuzioni indiscriminate, fino ad arrivare ai nostri giorni.

La dekulakizzazione del 1932 e 1933 provocò in Ucraina lo sterminio di un quarto della popolazione, perlopiù morti di inedia. Si trattò di un vero e proprio genocidio. Vi fu dato il nome di Holodomor (non ancora riconosciuto dalla Russia e dall’ONU, perché nel frattempo l’Ucraina ha ritirato la mozione). Molti bambini furono abbandonati e il cannibalismo venne praticato su larga scala.

Come se ciò non bastasse, arrivò qualche anno più tardi l’occupazione nazista. Subirono soprattutto gli ebrei, ma gli ucraini non furono risparmiati dai massacri.

Il racconto prosegue, intervallato da tuffi nel passato, con la storia di varie persone incontrate dall’autore in terra ucraina. Storie mai banali e sempre dure da digerire.

Igort, Quaderni ucraini. Memorie dai tempi dell’URSS, Milano, Oscar Mondadori, 2010. 

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Ambiente Natura Politica

Aumento di disastri climatici estremi

Purtroppo le ultime notizie riguardanti lo scioglimento del ghiaccio artico e dei disastri ambientali estremi nel mondo non sono per nulla rassicuranti. Quest’anno ha raggiunto il suo minimo record, addirittura meno del 18% rispetto al 2007, anno del suo minimo storico. Anche l’Italia ormai è colpita sempre più da disastri ambientali inaspettati: nel giro di due mesi abbiamo assistito al disastro della Maremma, in cui sono morte cinque persone oltre a ingentissimi danni economici, e proprio ieri la tromba d’aria a Taranto, evento mai visto prima.

Forse sarebbe il caso che si cominciasse a mettere in sicurezza il territorio italiano, per l’80% soggetto a rischio frane e alluvioni, piuttosto che continuare a costruire in maniera dissennata e irresponsabile. Questi eventi saranno sempre più frequenti, e se non ci prepariamo per tempo il costo, in vite umane ed economiche, diventerà ingentissimo.

http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=19193&lang=it

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Nicoletta Mantovani: racconta il suo miglioramento contro la sclerosi Multipla

Dopo essere stata operata dal professore Zamboni è migliorata considerevolmente. Ma come spesso capita in questi casi e nonostante ci siano molti punti a favore di questa nuova cura, ci sono tante opposizioni da parte di medici e politici. D’altronde il Dottor Semmelweis di Céline insegna, purtroppo.

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Curiosità varie Politica

La coerenza di “Repubblica”

E’ possibile che una persona condannata per omicidio possa scrivere su un grande giornale nazionale come Repubblica? Sì, è possibile: Adriano Sofri docet. Articolo proprio di stamani sull’Ilva da un condannato per omicidio. Eppure Repubblica era ed è il giornale che ha fatto la morale a Berlusconi e a buona parte della classe dirigente di questo Paese negli ultimi anni. Contraddizione davvero palese.

Non sarebbe più cauto evitare di fare scrivere persone condannate per omicidio e propugnatori di una politica violenta e piena di odio di un determinato periodo storico? Piergiorgio Odifreddi viene censurato perché si permette di scrivere l’abominio, secondo Repubblica, mentre un condannato per via definita per omicidio, scrive da anni indisturbato nello stesso quotidiano. Che esempio date? Dov’è la coerenza?

Questo indica la decadenza morale ed etica delle medesime persone che si ergono a grandi difensori delle stesse, attaccando brutalmente gli avversari politici o chi si permette di uscire fuori dal seminato. Mi ricorda il comportamento di alcuni preti: fate ciò che vi dico, ma non seguite ciò che faccio.

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Economia Politica

Follia Monti – Smantellare la sanità pubblica

Il premier: “Potremmo non riuscire più a garantirlo [il pagamento della sanità pubblica] se non si trovano nuove forme di finanziamento”. Bene, privatizziamola come ha fatto Richard Nixon negli Usa. Ma mentre Obama sta cercando di porre rimedio ai disastri del recente passato, noi in Italia andiamo nel verso opposto. Avanti verso il disastro, verso la decadenza più nera e colpevole.  Caro Monti, perché non sottrae i centinaia di milioni di euro di utili alla famiglia Riva, fatti sulla salute di migliaia di tarantini?

http://www.firstonline.info/a/2012/11/01/un-ebook-di-gianni-dragoni-su-riva-ilva-il-padrone/2997466d-4e9a-4d1b-a7b4-5b110040bbd5

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Economia

Gianni Dragoni: bancocrazia

Il giornalista economista del Sole 24 Ore, Gianni Dragoni, pubblica un libro che riguarda il rapporto tra banche e politica. Il libro si intitola Banchieri & compari. Come malafinanza e cattivo capitalismo si mangiano i soldi dei risparmiatori, Chiarelettere.

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Ambiente Curiosità varie Economia

Prali – Escursione in miniera

Ho visitato con mia moglie la miniera di Gianna, in Val Germanasca, Prali (To). La miniera, dove veniva estratto il talco, un minerale, è stata operativa dal 1935 al 1995, anno della chiusura. Oggi si può visitare, prenotando, tramite una guida.

A pieno regime vi lavoravano fino a 1800 persone su più turni. Attualmente delle quattro miniere solo una è in funzione, e vi lavorano 100 persone. All’esterno della miniera vi è presente un museo con ingresso gratuito e un ottimo ristorante con piatti tipici piemontesi (menù fisso da 10 e 15 euro: ve lo consiglio caldamente!)

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Il talco è il minerale più tenero in assoluto. Nella scala di Mohs è al numero 1, si scalfisce con l’unghia. Il talco ha tantissime applicazioni nella vita di tutti i giorni: si usa nel borotalco, nei chewingum, per rendere brillante il riso e nell’industria, ma con talco meno puro (grigio).

Dopo quasi tre ore di camminata all’interno della miniera, con la nostra ottima guida, e una risalita da una scala in metallo pazzesca, arriva finalmente il giusto premio: l’uscita dalla miniera in vagone!
www.scopriminiera.it
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Politica Società

“Femminicidio” e discriminazione di genere

Siamo passati da una società patriarcale, dove la preminenza dell’uomo era netta, in una quasi matriarcale, dove solo i valori femminili sono considerati e apprezzati. Io credo che ci sia una via di mezzo. Ultimamente ho firmato un appello contro lo sfruttamento dei minori, cosa giustissima, ma non avevo ben notato, dei dieci punti, il sesto. Nel sesto si dice che qualsiasi differenza di genere tra maschio e femmina deve essere annullata nelle rappresentazioni. Ergo: per esempio, un maschio può giocare con una bambola, una femmina con un fucile. A che pro? Perché si vuole annullare la virilità maschile? Perché si vogliono donne sempre più mascoline? Io credo, invece, che le differenze di genere siano una ricchezza e non una limitazione. Le differenze, quando esse siano positive e si sposino nel miglioramento della società, vanno apprezzate, non limitate. Perché un uomo dovrebbe smettere, per esempio, di essere protettivo verso la donna e i figli; e la donna perché non dovrebbe essere più accogliente e solidale rispetto a un uomo. Non è questa una peculiarità positiva e nobile presente in molte donne? Una donna non si sente più sicura e rinfrancata sapendo che il suo uomo è disposto a morire per lei e la sua famiglia?

Le differenze di genere sono belle e in una coppia si fondono bene assieme, se si rispettano le peculiarità. Invece, ci sono alcuni gruppi di media, politici e femministe che cercano di minare in tutti i modi queste differenze. Non solo si cerca di andare verso una società androgena (come aveva auspicato anche Umberto Veronesi), senza sessi, dove l’omosessualità sia un fatto compiuto e riconosciuto, senza polemiche e appelli; ma si è imbastito, sempre da gruppi radicali, una guerra senza quartiere contro il genere maschile in quanto tale. “La Repubblica” e “Il Corriere della Sera”, solo per citare i quotidiani più importanti, hanno abbracciato in toto il termine femminicidio, parola che non esiste, per indicare che le donne vengono uccise poiché tali. In Italia solo un quinto degli omicidi riguarda le donne, e queste cifre sono più basse rispetto ad altri Paesi europei. Questi gruppi spingono affinché siano cambiate le leggi a favore delle donne. E’ possibile che nessuno si renda conto del pericolo insito in questa idea? Rischiamo di porre giuridicamente la donna  al di sopra dell’uomo di fronte alla legge, con tutti i pericoli che esso comporta.

La violenza si deve combattere in quanto tale, e i soggetti più deboli oggi non sono le donne, ma i bambini. Perché non si esplica apertamente che la maggior parte delle violenze e degli omicidi contro i bambini sono causati dalle donne? Eppure, nessun uomo si sognerebbe mai di indicare le donne come criminali e assassine. E anche se così fosse, la cosa non sarebbe accettata dai media e dalla politica. Vorrei lo stesso trattamento per gli uomini. (Sui giornali e in tv si contemplano due pesi e due misure a seconda di chi pratica la violenza: se è un uomo, allora è un orco da eliminare; se è una donna, bisogna capire il motivo che l’ha spinta ad agire in quella maniera…). Il problema non si combatte con slogan radicali o facendo sentire in colpa tutti gli uomini per la violenza di alcuni di essi. Inasprire le pene di per sé non serve a molto. Bisogna lavorare a monte, cercare le cause, seguire le famiglie più in difficoltà, capire le relazioni uomini-donne all’interno della famiglia, schedare gli uomini (e anche le donne) più pericolosi, ecc. E’ un lavoro lungo e faticoso, ma sono davvero stanco, in quanto uomo, di essere additato come un bruto criminale stupratore. Mi auguro che molti uomini e donne la pensino come me.

Il fenomeno del femminismo mi ricorda tanto le prevaricazioni degli israeliani contro i palestinesi. Dato che in passato hanno subito delle ingiustizie ci si rifà con qualcun altro, non direttamente coinvolto, e si pretende in questo modo di vivere di rendita. Quindi ogni mistificazione viene giustificata, sempre per una falsa pretesa di eterna vittima. Oggi la società non è più così. Oggi molti uomini divorziati, specie in una città come Milano, si ritrovano a vivere mezzo a una strada, perché hanno perso tutto, a vantaggio della “vittima” femminile. Succede anche nel caso in cui la ex moglie l’ha tradito o ha avuto maggiori responsabilità per la fine del rapporto. Questo ha portato quarant’anni e passa di propaganda femminista, appoggiata purtroppo da molti uomini. Una volta la donna era davvero una vittima, oggi non più.

Auspico un cambiamento di mentalità, una nuova era, dove questi retaggi del passato siano superati per il bene comune. Bisogna avere una visione olistica della società e smetterla di ragionare per enclavi, il mio genere contro il tuo. Ricercare sempre la verità dei fatti, senza paura. Finirla con slogan assurdi e infantili come “femminicidio”, che vuole indicare sempre la donna come vittima e l’uomo come carnefice e che non risolve alcunché. Sono stereotipi, pregiudizi assurdi e superati, ma fa tanto chic seguire queste vulgate… Soprattutto dall’intellighenzia che invece dovrebbe tanto farci riflettere. Ma non è più un segreto che gli intellettuali odierni sono mediamente più stupidi delle persone comuni, come ci insegna Costanzo Preve.

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Filosofia Libri Poesia

Sully Prudhomme – Pensieri

Poeta francese, nato nel 1839 e morto nel 1907, Premio Nobel per la letteratura nel 1901.

Pensieri

Gli uomini preferiscono la scoperta della verità alla verità stessa, perché possono trarre gloria dalla scoperta che fanno e non dalla verità che non sono loro a fare.

Il dolore ha certi mezzi per farsi prendere sul serio che sconcertano qualsiasi filosofia.

 Consolare è cancellare dal cuore il sentimento della sofferenza, senza tuttavia annullarne la causa. Non si può dire che un uomo consola un altro rendendogli il denaro che quello ha perduto;  lo consolerà insegnandogli il disprezzo delle ricchezze. Conviene anche distinguere la consolazione dalla distrazione; divertendo una persona addolorata non la si consola; bisogna che i motivi della consolazione propriamente detta vengano attinti nell’ambito dell’avvenimento disgraziato e abbiano con esso un rapporto aperto e diretto. Così la parte del consolatore è molto difficile; esso non deve far dimenticare l’avvenimento né distruggerne i dolorosi effetti, ma modificarne l’impressione nell’animo con considerazioni superiori, sia disinteressando il cuore alla maniera degli stoici, sia scoprendo compensi nel fatto stesso o altrove. 

Gli uomini rilassati si dànno arie di tolleranza, cosa che è loro facile, perché la tolleranza o l’indulgenza è più vicina, in morale, alla rilassatezza che alla virtù.