Andrej Platonov – Ingegneri di anime (Frank Westerman)

Leggendo il libro di Frank Westerman, Ingegneri di anime, si rimane attoniti e increduli di fronte al periodo stalinista. Violenza, paranoia e crudeltà la fanno da padroni. Platonov, ingegnere e scrittore russo durante quel periodo fatale, ebbe la sfortuna di cadere in disgrazia con Stalin, a causa di un libro. Ah, il potere di un libro! Non arrestarono direttamente lui, non fece la fine di Pil’niak e Babel’, entrambi fucilati; no, a lui arrestarono l’unico figlio, di soli 15 anni. Il ragazzo fu condannato a 10 anni di lavori forzati oltre il circolo polare Artico. Dopo alcuni anni, grazie all’aiuto di un amico del padre che sedeva al Soviet, il ragazzo fu liberato. Ne uscì affranto, debole, dimagrito dalla malnutrizione e per giunta malato di tubercolosi. Riacquistò la libertà, ma solo per spegnersi appena 3 anni dopo, debilitato dalla tubercolosi contratta nelle baracche del GULag. Platonov, per curare il figlio, contrasse a sua volta la malattia. Tornò dal fronte della Seconda guerra mondiale a pezzi, sia a livello fisico che psicologico. Pensarono che fosse sul punto di morire, ma così non fu.

Nel 1946 scrisse un altro “errore”, La famiglia Ivanov, che stroncò definitivamente la sua reputazione. Fu allontanato come un appestato, lo derisero e lo accusarono di essere un reazionario pericoloso.
Trascorse gli ultimi anni che gli rimasero da vivere in una stanza dell’Istituto Gorkji di letteratura. Spesso, fu scambiato per il portiere dagli studenti. Pure gli amici si tennero alla larga, la paura di essere associati a un “condannato” era troppo forte. A volte lo si vedeva spazzare il marciapiede al di fuori dell’Istituto. Morì nel 1951 e nessuno gli rese omaggio, nessuno lo salutò. Altro tempo frastornò la loro memoria…

Frank Westerman, Ingegneri di anime, Feltrinelli (2002)

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Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
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