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Ian McAllister – I fantasmi della foresta

Il giornalista e fotografo Ian McAllister è vissuto 17 anni a contatto con l’ultimo branco di lupi selvaggi, conquistandone la fiducia. Questo libro è il resoconto di quella avventura. Il Paese è il Canada, precisamente la Columbia Britannica, nella costa occidentale. Il giornalista ha scoperto che l’orso bruno fa parte della dieta del lupo. Ha assistito di persona a vari attacchi portati a segno dai lupi contro gli orsi. La natura della Columbia Britannica è pressoché incontaminata: vi vivono, oltre ai lupi e agli orsi già citati, alci, caribù, aquile, lontre e castori, e nel mare adiacente balene ed orche. E’ un libro che dà speranze ma anche tante preoccupazioni, soprattutto a causa dello sfruttamento del legname e della caccia legale agli orsi e ai lupi.

Ian McAllister ha fondato un’organizzazione che si occupa di salvaguardare la vita selvaggia di quei luoghi. L’organizzazione si chiama Wildlife Conservation Group PACIFIC WILD. E’ presente anche un sito internet: http://www.pacificwild.org.

McAllister, Ian, I fantasmi della foresta, Roma, Orme, 2007.

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Ma Jian – Tira fuori la lingua

Libro di poco più di 60 pagine, ma molto intenso  – per i contenuti – come se fossero 1000.  Ma Jian nel 1985 decide di intraprendere un viaggio in Tibet, disgustato dalla vuotaggine e dal materialismo della nuova Cina cerca refrigerio e spiritualità nei monti abitati dai lama. Ne risulta una serie di racconti brevi di persone incontrate nel girovagare per le montagne tibetane. I racconti sono in tutto cinque, ma qui farò solo alcuni esempi. Si passa dal soldato cinese in un avamposto solitario, innamorato di una ragazza tibetana sposata con due fratelli, ma purtroppo dopo pochi giorni morta di parto; a un cesellatore che viene trovato a letto con la moglie del suo capo che poi tragicamente scompare; fino a un vecchio tibetano, incontrato una notte in una tenda in mezzo alle montagne, che gli racconta di avere avuto una figlia (che successivamente violenterà, rovinandola, durante l’adolescenza) dalla madre stessa. Jian racconta anche delle vicende politiche del Tibet e dell’occupazione militare e culturale cinese. Aspetto per nulla passato inosservato dalle autorità cinesi.

Il viaggio, sospeso tra sogno e realtà, convince l’autore dell’inopportunità di idealizzare qualsiasi popolo, compreso quello tibetano. Infatti, incontrerà persone pronte ad aiutarlo come persone disposte a fargli del male, solo in quanto cinese han. Ma lui non li biasima per questo, poiché comprende i torti subiti dal popolo tibetano a causa della sua patria di appartenenza.

In Cina l’uscita di questo libro ha causato una violenta persecuzione verso l’autore. È stato accusato di avere scritto un libro pornografico e ignobile, sia verso il nuovo Tibet che verso la Cina comunista. Le critiche e le persecuzioni hanno spinto Ma Jian a rifugiarsi a Hong Kong, dove vive da alcuni anni. È tornato in Cina, ma solo per un breve periodo, prima di lasciarla definitivamente. Oggi vive a Londra.

Jian, Ma, Tira fuori la lingua, Milano, Feltrinelli, 2008. 

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Politica

Reagan spia dell’FBI

Il giornalista Riccardo Chiaberge parla della figura del presidente Ronald Reagan, partendo dal libro “I sovversivi” di Seth Rosenfeld (non ancora tradotto in italiano).

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Giulio Maltese – Il Papa e l’Inquisitore: Enrico Fermi, Ettore Majorana, via Panisperna

Il Papa, Enrico Fermi e il Grande Inquisitore, Ettore Majorana, i ragazzi di via Panisperna e l’ascesa del grande gruppo di fisici italiani negli anni Trenta. Questo e tanto altro ancora contiene il libro. Una cavalcata entusiasmante, grazie alla maestria divulgativa del fisico e storico della scienza Giulio Maltese, alla scoperta degli anni d’oro della fisica e della scienza italiana e mondiale in generale. 

Enrico Fermi nasce a Roma nel 1901. Fin da ragazzino bazzica per i mercatini e le bancarelle di libri per comperare testi di fisica e matematica. All’età di quattordici anni legge e studia l’Elementorum physicae mathematicae, in due volumi, del gesuita Andrea Caraffa, pubblicato nel 1840. E’ il suo primo libro di livello universitario in fisica. Salta la quarta liceo perché troppo avanti rispetto ai suoi compagni. Si diploma a diciassette anni e subito dopo prepara la tesi per l’ammissione alla Normale di Pisa. Grazie alla sua vastissima cultura da autodidatta, lascia sbalorditi gli esaminatori della Normale. Il Papa viene ammesso e non passerà molto tempo prima che sia lui stesso a dare lezioni ai suoi professori sulla teoria della relatività di Einstein, ancora poco capita e in taluni casi osteggiata. Nel 1922 si laurea. Inizia la seconda fase della sua vita.

Fermi torna  a Roma. Viene accolto bene da grandissimi matematici italiani dell’epoca, Tullio Levi-Civita e Federigo Enriques. Anche il più grande fisico italiano dell’epoca – Orso Mario Corbino, detto il Padre Eterno – nonché professore e direttore dell’Istituto di fisica sperimentale di via Panisperna, si accorge immediatamente della grandezza del giovane. Lo prende sotto la sua ala e grazie a lui il Papa diventerà il primo professore di fisica teorica d’Italia, nel 1927. Ebbe modo di studiare in Germania e di conoscere Werner Heisenberg, Max Born, Pascual Jordan e tanti altri geni dell’epoca.

Ettore Majorana nasce a Catania nel 1906. Dopo il liceo frequentato a Roma, città in cui si era trasferito a vivere,  si iscrive in ingegneria dove conosce Emilio Segrè, che diventerà un altro grande protagonista della fisica italiana. Dopo alcuni anni infruttuosi passati alla facoltà di ingegneria, entrambi si iscrivono a fisica teorica (in realtà Majorana si iscriverà più tardi) nell’Istituto di via Panisperna, dove insegna il Papa. Il Grande Inquisitore di carattere introverso ma di spirito curiosissimo, è una persona di cui Fermi ha una grandissima stima e ammirazione. Segrè dirà di lui:

Era assai superiore ai suoi nuovi compagni (del gruppo di via Panisperna) sia come intelletto sia come profondità e estensione di cultura matematica e, per certi aspetti, soprattutto come potere di astrazione e abilità nella matematica pura, era anche superiore a Fermi.

Corbino, nel frattempo, chiama Franco Rasetti come assistente. Il progetto di Corbino di costituire una grande scuola di fisica in Italia comincia a concretizzarsi. Anche Edoardo Amaldi diventa uno dei primi studenti di Fermi.

Fermi inizia le lezioni di QED (quantum electrodynamics), l’elettrodinamica quantistica ripresa da Dirac, ma modificata matematicamente dallo stesso Fermi per renderla più semplice. Il Grande Inquisitore non frequenta solo le lezioni di Fermi (a cui partecipa solo per un anno), ma studia fisica matematica con Vito Volterra, fisica con Antonino Lo Surdo ed esercizi di fisica con Rasetti e Segrè. Nel 1929 si laurea in fisica teorica, il secondo in Italia, dopo Giovannino Gentile (figlio del filosofo Giovanni Gentile).

Il lavoro del gruppo prosegue. Intanto le scoperte nel campo della fisica si susseguono: principio di esclusione di Pauli, principio di indeterminazione di Heisenberg, la QED di Dirac più sopra detta, la scoperta del neutrone nel 1932 ecc. È un periodo di pieno e travolgente connubio di menti e scoperte.

Majorana, nel 1932, si trasferisce a Lipsia per lavorare con Heisenberg. Pubblica vari articoli sulla teoria nucleare, chiamate successivamente forze di Majorana. Dopo un semestre a Lipsia si trasferisce per un breve periodo a Copenhagen, a studiare con Bohr. Vi passa sei settimane, dopodiché torna a Roma. La morte del padre, avvenuta nel 1934, acuisce la chiusura del ragazzo, che evita contatti con altre persone, compresi i colleghi.

Fermi, intanto, dopo avere sviluppato la teoria del decadimento beta (1933), prosegue, sulla scia della scoperta della radioattività artificiale dei coniugi Joliot-Curie (1934), nello studio della radioattività artificiale, ma tramite i neutroni. Tra marzo e luglio 1934 molti degli elementi irradiati mostrano radioattività indotta. La scoperta viene pubblicata su Ricerca Scientifica, una rivista di fisica italiana che diverrà in poco tempo tra le riviste di fisica più apprezzate a livello mondiale. Il 22 ottobre del 1934, grazie anche all’aiuto di Amaldi e di Bruno Pontecorvo (da poco unitosi al gruppo), Fermi scopre che

i neutroni venivano rallentati nel passare attraverso la paraffina a causa dei molteplici urti contro i nuclei di idrogeno (protoni) che, avendo una massa simile a quella dei neutroni, sono particolarmente efficaci nel sottrarre loro energia cinetica in ogni urto (pag.265).

Scoprono i neutroni lenti.

Purtroppo – con l’aggravarsi della situazione politica italiana e internazionale – il gruppo di via Panisperna comincia a sgretolarsi: Enrico Fermi viene premiato del Nobel nel 1938, scusa con la quale decide di lasciare definitivamente l’Italia, dopo la promulgazione delle leggi razziali di quello stesso anno (sua moglie era di origine ebraica). Si rifugia negli Stati Uniti dove riuscirà nel 1942, in Chicago, a produrre la prima reazione nucleare controllata della storia. Nel biennio 1944-45 lo troviamo a lavorare come jolly tutto-fare, assieme a John von Neumann, al progetto Manhattan di Los Alamos. Nel 1954, pochi mesi prima di morire, difende al processo come testimone Robert J. Oppenheimer, contro le accuse di essere un comunista e una spia. Muore il 28 novembre 1954. In suo onore verrà istituito il Premio Fermi (1956) come uno dei massimi riconoscimenti scientifici negli Stati Uniti.

Nel frattempo, il Grande Inquisitore viene nominato professore di fisica teorica alla Regia Università di Napoli, nel gennaio 1937. Il 26 marzo dello stesso anno scompare dopo essere arrivato a Palermo con la nave. Non si saprà più nulla di lui. Un’idea, alquanto bella e romantica, scritta dallo scrittore Leonardo Sciascia ne Il caso Majorana, ipotizza che il fisico – resosi conto dell’avvento dell’era nucleare – si sia ritirato in un convento religioso. Perché, sempre secondo Sciascia, Majorana non voleva contribuire alla realizzazione della bomba atomica. Chissà.

Con loro, purtroppo, si chiude il periodo più fulgido della scienza italiana. Se ci fossero delle personalità come Corbino, oggi molti giovani validi e capaci non sarebbero probabilmente costretti a emigrare all’estero, e potrebbero contribuire a fare crescere l’innovazione e la tecnologia nel nostro Paese.

Maltese, Giulio, Il Papa e l’Inquisitore: Enrico Fermi, Ettore Majorana, via Panisperna, Bologna, Zanichelli, 2010. 

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Ambiente Economia Geopolitica Libri Politica Società

Emilio Del Giudice, Maurizio Torrealta – Il segreto delle tre pallottole

Acuta spiegazione del professore di fisica teorica Emilio Del Giudice, corroborato dal giornalista Maurizio Torrealta, sul tema delle nuove armi nucleari in dotazione all’esercito americano e israeliano.

Si parte dalla scoperta di Alfred Coehn. Questo fisico scopre che l’idrogeno si scioglie nei metalli in forma di ioni; e l’idrogeno disciolto fornisce elettroni al metallo, cosa che può avvenire soltanto in caso di separazione della molecola tra nuclei ed elettroni.

Emilio Del Giudice scrive:

Ragionando sul filo della scoperta di Alfred Coehn si arriva alla seguente conclusione: l’aumento degli elettroni liberi, all’aumentare della presenza dell’idrogeno si scindono in nuclei ed elettroni, gli elettroni si liberano dai nuclei e  vanno a unirsi agli altri elettroni che scorrono nella corrente; i nuclei invece restano all’interno del metallo. Questo è l’effetto Coehn. 

Dall’effetto Coehn si passa a descrivere la fusione fredda di Fleischmann e Pons, dichiarata al mondo nel 1989 e spinti a farlo dall’Università dello Utah, in cui i due elettrochimici lavoravano. Su questo argomento è stato scritto di tutto e di più, quindi non mi dilungherò oltre. Una cosa però bisogna dirla. I due scienziati furono boicottati fin da subito, tanto che il premio Nobel Julian Schwinger ammise che molte redazioni di riviste scientifiche avevano subìto forti pressioni indirizzate a mettere in cattiva luce la fusione fredda. Nel libro, cosa piuttosto inquietante, si descrivono alcune morti e malattie sospette di scienziati entrati in contatti direttamente con lo studio della fusione fredda.

Qui subentra William Bridgman e la sua scoperta: nel 1935, pubblica un articolo nella Physical Review in cui annunciava che esiste una soglia critica di pressione oltre la quale la materia solida si polverizza e vengono emesse radiazioni ionizzanti e particelle veloci. I militari sia americani (con l’apporto del fisico Edward Teller) che sovietici studiano successivamente la scoperta di Bridgman. E infatti scoprono che l’uranio caricato con deuterio può innescare un processo nucleare. Il 21 agosto del 2006, nella città di Khiam, nel Libano del sud, durante la guerra tra Israele e gli Hezboallah libanesi, gli israeliani sganciano una bomba che ha tutte le caratteristiche di una mini-bomba nucleare. La stessa cosa era successa a Bassora nel 2004 con i militari americani.

Il libro prosegue descrivendo le strane armi usate dagli israeliani durante il bombardamento di Gaza, tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009.

Credo che sia un libro interessantissimo e ben documentato per chiunque fosse interessato alla questione della fusione fredda e delle sue applicazioni, più o meno segrete, dal punto di vista militare.

Del Giudice, Emilio; Torrealta, Maurizio, Il segreto delle tre pallottole, Milano, Verdenero, 2010.

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Poesia

Il Corvo – Egdar Allan Poe

Illustrazioni di Gustave Doré

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Politica Società

Fornero e gli amici del governo: quando i milionari comandano

Molta gente si indigna e si stupisce delle ripetute battute rivolte contro i giovani e le persone che cercano un posto fisso, o magari più sicuro, da parte di esponenti del governo: da Padoa Schioppa alla Fornero. La cosa non mi stupisce affatto. Negli ultimi anni c’è stata una rottura totale di rappresentanza tra i governanti e i cittadini. Con il governo tecnico abbiamo toccato il fondo. Quasi tutti i ministri hanno dichiarato più di un milione di euro, la Severino addirittura 7 milioni! Chiarisco che non ho nulla contro la ricchezza se guadagnata in modo onesto, ma rimango perplesso che un gruppo di milionari possa davvero governare bene uno Stato. Da qui le continue gaffe dei vari ministri e sottosegretari; i continui tagli della spesa pubblica fatti a discapito soprattutto delle persone meno abbienti; tagli dell’Irpef a vantaggio delle classi più ricche ecc.

Questi ministri quando parlano dei giovani è come se vedessero i loro figli, ricchi, laureati, spesso e volentieri viziati. Perché è l’ambiente che conoscono, non sanno nulla della vita reale che vivono milioni di italiani non milionari come loro. Sono dei privilegiati e molto probabilmente non se ne rendono conto, tant’è sono assuefatti a quel ambiente. Non fanno la spesa con noi, come fanno i politici del nord Europa, non viaggiano in normali auto, non frequentano le trattorie del “popolo”. No, non fanno nulla di tutto ciò. Sono persone invisibili, delle entità extrasensoriali, lontane e inavvicinabili, spesso con la boria dei professori universitari abituati a dare lezioni a tutti, senza contraddittorio.

Quindi nessuna meraviglia. Semmai dobbiamo chiederci come sia stato possibile che questo avvenisse. Perché le solite persone provenienti dalle solite classi privilegiate debbono governare un popolo che fa vita altra, che spesso arranca impoverito e sfiduciato, che ha smesso di sperare nel futuro giacché nel governo non vede altro che distacco aristocratico e boria smisurata: il ghe pensi mi elevato al quadrato.

Questi non sono tempi interessanti ma semmai tempi finiti. L’epoca feudale è tornata in auge, ma molto più violenta di prima e senza nessun beneficio per i moderni plebei.

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Curiosità varie Libri Società

John Medina – Il cervello. Istruzioni per l’uso

È un libro notevole per chiunque fosse interessato al cervello e al suo funzionamento. Sappiamo ancora pochissimo dell’organo più complesso dell’Universo, come lo stesso Medina definisce il cervello, ma negli ultimi anni sono state fatte delle scoperte interessanti. Medina, contrariamente a ciò che pensavo, scrive che i neuroni possono continuare a formarsi anche in età avanzata, dipende sostanzialmente da quanto usiamo e “sviluppiamo” il cervello. La priorità è tenere il cervello in allenamento: leggere, essere curiosi e pensare aiutano il nostro organo a rinforzare le connessioni neuronali.

Un altro aspetto importante per il cervello è l’esercizio fisico. Medina consiglia di fare attività fisica almeno due o tre volte la settimana, facendo esercizi per 30 minuti alla volta. Secondo molti studi, le persone che praticano attività fisica abbassano il rischio di contrarre l’Alzheimer del 60 per cento. Anche per quanto riguarda la demenza generale i rischi sono dimezzati. L’esercizio fisico fa affluire sangue al cervello e permette all’organo di eliminare le scorie. Oltretutto stimola la proteina che contribuisce alla connessione dei neuroni.

Il sonno è un altro componente importante per pensare bene. Non solo è necessario dormire sufficientemente durante la notte, ma anche un riposino pomeridiano di trenta minuti circa aiuta a migliorare le nostre prestazioni cerebrali.

Può essere molto utile anche agli insegnanti sapere che le lezioni di sessanta minuti l’una sminuzzate in sei sezioni di dieci minuti (con delle brevi pause e condita da battute, per aumentare l’attenzione dei ragazzi) migliora l’apprendimento degli studenti. Questo è il metodo che John Medina ha sviluppato con i suoi studenti dell’Università di Medicina di Washington.

Infine i ricordi sono legati all’emozioni. I ricordi rimangono impressi nella nostra mente più sono legati a fattori emozionali di un dato avvenimento. A distanza di molti anni si può ricordare perfettamente una giornata, o un episodio, in cui siamo stati coinvolti nei nostri affetti più cari.

Leggere questo libro mi ha dato la possibilità di demolire alcune credenze sbagliate e ormai superate, che credevo fossero giuste, sul cervello e i neuroni. Ho oltremodo appreso moltissimo, verso aspetti della mente umana che ignoravo completamente.

Medina, John, Il cervello. Istruzioni per l’uso, Torino, Bollati Boringhieri, 2010.

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Libri Poesia Storia

Orlando Figes – La danza di Natasha

Il libro di Orlando Figes è straordinario e appassionante, che ti accompagna a scoprire la grandissima e meravigliosa, seppur relativamente giovane, cultura russa. Le opere di Aleksandr Puskin, Nikolaj Gogol’, Michail Lermontov, Lev Tolstoj, Fëdor Dostoevskij, Maksim Gor’kij, Boris Pasternak e di tanti altri scrittori più o meno noti, vengono descritte con sapienza e passione, laddove le sterminate foreste e le aride steppe fanno da sfondo, in un affresco grandioso e insieme malinconico. Figes è un maestro nelle descrizioni, solo per citare i più grandi tra i compositori russi, di Modest Musorgskij e della sua vita travagliata e inficiata dall’alcool; di Pëtr Čajkovskij e della vita pietroburghese; di Dmitrij Sostakovic e della sua sinfonia n. 7, scritta durante l’assedio nazista della città di Leningrado.

Anche la cultura dei popoli siberiani, di origine asiatica, non viene trascurata. Insomma, è un libro completo che spazia a 360° gradi nelle vite e nelle opere dei poeti, filosofi, scrittori, artisti e musicisti dell’inimitabile e unica cultura russa. A me ha spinto, letteralmente folgorato dalla lettura, ad approfondire la conoscenza della vasta e variegata letteratura di quel Paese. Credo che non resterete delusi dalla lettura di questo libro, per quanto lungo possa essere.

Orlando Figes, La danza di Natasha, Torino, Einaudi, 2008, pp.XXII-618. 

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Geopolitica Politica

Vittorio Arrigoni in Palestina

Non condividevo molte delle sue idee, ma credo che fosse profondamente convinto e addolorato delle ingiustizie subite dal popolo palestinese a causa dell’occupazione israeliana. E’ stato assassinato da un gruppo estremista palestinese, almeno questa è la versione ufficiale.