La catastròfa. Marcinelle 8 agosto 1956 – Paolo Di Stefano

E’ uscito l’anno scorso, presso l’editore Sellerio, un libro che racconta la tragedia avvenuta in Belgio, nel 1956, che coinvolse dei minatori italiani.

Paolo Di Stefano, l’autore del libro, ricostruisce in dettaglio, soprattutto grazie alle interviste dei sopravvissuti e dei familiari delle vittime italiane, i giorni antecedenti, il giorno stesso e quelli successivi alla catastròfa. L’autore ritorna in Belgio dopo oltre 50 anni dalla tragedia per intervistare i figli e i nipoti delle vittime. Il disastro avvenne a 965 metri di profondità, nella città di Marcinelle, e provocò 262 morti, dei quali 136 immigrati italiani. In quello stesso anno, il 1956, morirono in Belgio 166 minatori italiani; e tra il 1946 e il 1963 i morti saranno 867. L’Italia, dopo la Seconda guerra mondiale, fece un accordo commerciale con il Belgio: carbone in cambio di operai da mandare a lavorare nelle miniere della Vallonia. Il governo vi spedì oltre 50000 mila operai, soprattutto minatori. Il Belgio per ogni mille minatori e operai ricevuti regalava all’Italia da 2500 a 5000 tonnellate di carbone, a secondo della produzione. Vissero per anni in baracche di legno senza bagno: erano campi di concentramento dopo avevano alloggiato i prigionieri tedeschi. Lavorarono a cottimo facendo turni e orari massacranti pur di guadagnare qualcosa in più, visto che la paga base era a malapena sufficiente alla sopravvivenza.

Eppure, dopo la tragedia, i nostri operai furono completamente dimenticati dalle autorità politiche italiane. Nessuna autorità si presenterà al funerale dei minatori.

Ne risulta un libro pieno, umano e commovente, ma anche la costernazione e la rabbia si fanno strada, soprattutto per chi legge.

Paolo Di Stefano, La catastròfa. Marcinelle 8 agosto 1956, Sellerio (2011)

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