Un anno con i pigmei – Luis Devin

Mi ha colpito molto leggere la storia di un antropologo torinese, Luis Devin, nel numero di giugno-luglio della rivista di Oasis. Premetto che non ho ancora letto il suo libro La foresta ti ha, edito da Castelvecchi -, ma cercherò di colmare questa lacuna il prima possibile. L’antropologo ha vissuto tra i pigmei Baka del Camerun e del Gabon, nel 2000 e negli anni successivi, conducendo ricerche sul campo. Come ci ricorda Devin, i pigmei sono i più antichi abitanti dell’Africa centrale e le loro società, pacifiche ed egualitarie, sono composte da poche centinaia di individui. La loro sopravvivenza è sempre più minacciata dall’espansione demografica dei Bantu, che disprezzano e sfruttano in ogni modo i pigmei, e dalla feroce deforestazione. Nonostante siano stati per secoli dei popoli nomadi, negli ultimi decenni si stanno insediando in baraccopoli, soprattutto a causa dei motivi più sopra indicati.

 Storia di un’iniziazione: qui si entra nel mondo magico della foresta e del suo Dio Jenghi, lo Spirito della Foresta. Per i Baka Devin è finalmente pronto a incontrare Jenghi. Viene preparato all’incontro assieme ad altri iniziati. E’ buio, si sentono i suoni degli animali più impensabili o forse addirittura sconosciuti…, le donne della tribù, cantando, ricoprono l’antropologo di olio di palma. Le loro mani, nell’oscurità, strofinano  tutto il suo corpo. I tamburi risuonano. Lo stregone potrebbe farlo ammalare, se solo trovasse una pellicina morta del suo alluce. Tutto ciò che decade o marcisce va nascosto e sepolto: denti marci, capelli, unghie ecc. Le donne fuggono, la foresta si spalanca, gli anziani cercano di proteggere gli iniziati e si frappongono tra loro e la cosa luminosa e vibrante. Lo Spirito della Foresta, Jenghi, è tra loro.

Quando è tutto finito, dopo giorni di rituali pubblici e cerimonie segrete, di veglie e digiuni e uccisioni rituali, cerco ancor di capire cosa è successo, cosa ho visto, cosa sono diventato per i miei amici Baka, e per me, ora che anch’io sono un uomo iniziato. 

Purtroppo la realtà incombe. La deforestazione avanza, l’alcolismo non risparmia neanche i pigmei e la prostituzione ha infettato anche le loro donne. La foresta termina improvvisamente, e questa è l’amara constatazione che le segherie e il fuoco stanno divorando tutto. Fa male vedere che tra gli operai che tagliano la foresta ci sono anche alcuni Baka. Sorgono baraccopoli dove i pigmei si insediano affianco ai Bantu. Forse tutto è finito.

Scherzosi, solari (quando sono in foresta), puoi sentire i loro canti e le loro risate ancora prima di entrare negli accampamenti. Accettano la vita per quella che è, esorcizzando la sofferenza con il buon umore e la semplicità. Legarsi tanto a un popolo destinato (forse) a scomparire non è stata una scelta consapevole, quanto una conseguenza inevitabile delle vicende che ho vissuto in quella foresta, con amici generosi e veri.

Informazioni su emilianorizzo

Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
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