Francis Bacon – Daniel Farson

L’infanzia di Francis Bacon, per quanto agiata, non è stata delle più facili. Due genitori sostanzialmente freddi e distaccati ma, nonostante ciò, Bacon ha sempre avuto una predilezione per la madre. Nasce a Dublino da genitori inglesi. Giovanissimo lascia l’Irlanda per Londra, dove si arrabatta con mestieri di qualsiasi tipo. Il padre, all’età di 18 anni, lo affida a un amico di famiglia affinché “ne faccia un uomo” (siamo nel 1927). L’amico porta Bacon con sé a Berlino, nella Germania di Weimar. Dopo toccheranno Monaco e Parigi. A Parigi vede dei quadri di Picasso e da allora decide di iniziare a dipingere.

Des Moines Art Center – Des Moines, Iowa

Farson, grande amico dell’artista, descrive molto bene la vita di Bacon e degli altri artisti londinesi nei bassifondi della città: Soho, con tutti i suoi pub e club, diventa il fulcro di Francis e compagni. Tra gli anni Quaranta, Cinquanta, Sessanta e anche oltre il French Pub, il Wheeler (ristorante) e il Colony Club vengono frequentati assiduamente da Bacon. Anche altri locali non saranno risparmiati. In questo periodo l’artista si divide in gozzoviglie e avventure omosessuali, ma questo non gli impedisce di creare grandi opere: Studio dal ritratto di Innocenzo X, Head c. 1949, Crucifixion e tante altre. Inizialmente i suoi quadri sono considerati mostruosi, disfattisti, pessimisti e violenti. Margaret Thatcher disse di lui: “Un uomo orrendo che dipinge quadri orribili”. Bacon preferiva gli insulti agli elogi.

Collezione privata

I suoi quadri vengono notati e acquistano sempre più valore, come la statura dell’artista. Ma la sua vita sentimentale-sessuale è sempre più travagliata e segnata da lutti: un suo amante-amico-nemico, Peter Lacy, muore a Tangeri, in Marocco, alla fine degli anni Cinquanta (in quegli anni Tangeri era diventata una meta molto frequentata da artisti omosessuali e non solo. Non mancavano Capote, Vidal, Burroughs, Isherwood e Bowles, che addirittura vi morì); nel 1972, un altro amante di Bacon, George Dyer, si toglie la vita a Parigi durante una presentazione dei suoi quadri. Il suo ultimo amante sarà uno spagnolo di nome Louis Capello, ma la persona più importante della sua vita è stata John Edwards, un ragazzo di 40 anni meno di lui e completamente analfabeta, a cui Bacon lascerà tutto dopo la sua morte. Edwards morirà nel 2003, in Thailandia, a soli 53 anni. Francis, nel 1992, parte da Londra per raggiungere a Madrid Capello. Ivi si ammala di polmonite e legata alla sua forte asma morirà una settimana dopo in ospedale. Completamente solo.

Da questo libro traspare una figura complessa e difficile da decifrare, come spesso capita a tanti artisti. Carmelo Bene amava dire sempre che l’arte deve essere incomunicabile, indecifrabile; deve trovarsi a un livello superiore in cui nulla va spiegato.

Quando sarò morto, mettetemi in un sacco di plastica e gettatemi nella fogna            Francis Bacon

Daniel Farson, Francis Bacon,  Johan & Levi

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